Svelato il segreto per vincere la paura del dentista

Svelato il segreto per vincere la paura del dentista

Svelato il segreto per vincere la paura del dentista

Insonnia, ansia, sudorazione fredda, batticuore, conati di vomito: chi non li ha mai provati prima di affrontare una prova difficile, un esame a scuola, all’università oppure una difficoltà nella vita?

Eppure sono stati d’animo che fanno parte della nostra normale natura emotiva.

Ma se, a tutti questi disagi, un “semplice” appuntamento dal dentista aggiunge una stretta alla gola, allora (forse…) siamo affetti da odontofobia (come viene definita dagli addetti ai lavori).

Il 30% dei pazienti ne è affetto a vari gradi, ma tutti sono accomunati da una unica deleteria conseguenza: rimandare i controlli clinici, rinviando le cure con mille scuse (più o meno esplicite).

Come più volte da me illustrato in numerosi congressi scientifici, la paura del dentista non appartiene a quei timori ancestrali legati alla nostra evoluzione filogenetica o alla nostra sopravvivenza nell’ostile ambiente pianeta terra. Non si è stratificata nell’ippocampo, la parte più antica del nostro cervello, assieme ai riflessi di difesa e di fuga; non ha determinato modifiche sul nostro DNA come l’ingestione di sostanze alimentari, ma, più banalmente, è stata generata da traumi ricevuti volontariamente o involontariamente da dentisti incontrati in età prescolare.

È una paura che arriva in profondità nell’onirico sfruttando tutti i nostri sensi. Utilizza l’olfatto con l’odore della pasta iodoformica o dei disinfettanti appena si varca la soglia dello studio. Sfrutta l’udito con il fastidioso rumore dell’autoclave, delle voci in sala d’attesa o peggio del trapano; inganna la vista stampando sui volti degli altri pazienti lo stesso timore che li atterrisce e sgomenta intravedendo sul mio volto e su quello dei miei assistenti un sadismo esplicito connaturato alla nostra professione.

Molti pazienti si lasciano influenzare da racconti di pessime esperienze vissute da amici o parenti, altri ancora temono un giudizio negativo per la loro situazione orale, altri ancora (ipocondriaci in senso generale) sviluppano una forma di paura della cura associata alla paura della malattia. Tutto questo a cosa porta? Evitarmi!

Sfuggire alle cure è l’unico obiettivo, con la sola grande giustificazione stampata a lettere cubitali nella loro mente che è: “Tanto ancora non mi fa male; quando il dolore che mi causerà il dentista sarà minore di quello generato dal dente malato, allora sarò costretto a chiamare il Dott. Di Cosola, e tutto sommato potrò tollerare il suo trapano, ma prima mi curerò da solo con un antibiotico o anti-infiammatorio.”
Questa purtroppo è la situazione reale che è chiara a me e alla mia categoria.

È possibile superare l’odontofobia?

Certo, sia con l’ausilio di uno psicologo, sia con l’intervento del dentista. Per trasformare la visita dal dentista in un momento quantomeno sereno, esistono diverse tecniche e strategie. È necessario che si crei un
clima di assoluta empatia ed accettazione nello studio dentistico, in maniera tale che si instauri un trasparente rapporto medico-paziente che faccia sentire tutti a proprio agio.

È fondamentale che il paziente si senta libero di parlare della propria patologia, delle sue paure, delle sue sensazioni, emozioni e che trovi nel medico un interlocutore paziente e pronto ad ascoltare. Bisogna trovare insieme la strada da percorrere per sentirsi a proprio agio, la comprensione e la disponibilità del clinico sono il primo requisito per vincere ogni difficoltà.

Per queste ragioni è sempre bene scegliere un dentista che abbia ben chiaro che l’unico suo obiettivo è la cura e non il profitto.

Una delle mie tecniche per vincere la paura è fissare inizialmente appuntamenti di breve durata (eseguendo cure leggere), poi man mano che il paziente si sente più sicuro e ha modo di conoscere la leggerezza della mia mano, aumentare l’intensità degli appuntamenti e della terapia, in maniera tale che non percepisca più alcuna diffidenza o timore.

Dopo la prima visita cerco sempre di informare dettagliatamente tutti i miei pazienti, sia a voce e sia per iscritto (con parole semplici e comprensibili) su ciò che verrà eseguito, sui tempi, sugli obiettivi terapeutici, sui costi, sul numero di sedute.

Aver chiaro tutto e prima, aiuta a mettere meglio a fuoco le relazioni. Proprio perché ho scoperto che la scrittura è chiarificatoria, applico nei miei studi un metodo molto pratico ed efficace, che mi aiuta a spazzare via tutti i timori dei miei pazienti.

Consiglio di stilare un elenco di tutte le paure legate al dentista in ordine sparso, meglio farlo a casa in un ambiente protetto e sicuro, perché ho verificato che così facendo si riesce a mettere a nudo il problema.

Faccio un esempio: bisogna scrivere se si ha paura dell’ago della siringa per l’anestesia, del sangue, del rumore del trapano o dell’aspiratore, del camice bianco o verde, e via così.

Una volta raccolto un report chiaro, invito i miei pazienti ad ordinare le cause da quella più grave a quella meno grave, e poi una, per una iniziando da quella meno grave, in più sedute vengono affrontate e confutate.

Questo è un metodo che garantisco efficace al 99%.

Quasi tutti i pazienti vincono il loro disagio e si prestano alle cure. In una percentuale molto bassa, purtroppo non riesco a vincere le paure, sono un chirurgo non uno psicologo; ma anche per questi rari casi ho la soluzione: la sedazione cosciente.

Si tratta di assopire il paziente farmacologicamente portandolo ad uno stato di dormi-veglia che mi permette di curarlo… come si dice di questi tempi, “a sua insaputa”.

Infatti, al termine della terapia non ricorda assolutamente nulla: il tutto senza dolore e sotto il controllo di un medico specialista in anestesia.

Personalmente preferisco impiegare metodi empatici senza l’ausilio di farmaci, proprio perché ho capito che all’origine della paura del dentista in realtà ci sono solo delle cose non conosciute; sommando il piccolo timore di ognuna si determina il quadro dell’odontofobia.

Nella mia esperienza è bastato analizzare singolarmente ogni perplessità o timore dei miei pazienti per vincere la ritrosia alle cure dentali.

Mettere al centro della mia professione il bene del paziente, la sua salute, comprendere tutte le sue difficoltà, capire che sono anche le mie difficoltà in altri contesti, dismettere i panni del medico e diventare io stesso paziente, ha fatto e fa tutta la differenza del mondo. Insieme si può.

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stampa cba
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13. Maggio, 2022.
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Mi sono trovato benissimo unici nella dentatura e tornerò sempre da loro
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Raffaella Tassara
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13. Maggio, 2022.
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Avevo sentito parlare di loro da un mio cliente. Bravissimi. Ne vale la pena.
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marco
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13. Maggio, 2022.
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I migliori!!! Hanno risolto un problema che mi dava molto fastidio. Top
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Michele Cascarano
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13. Maggio, 2022.
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Tutti molto bravi e preparati, consigliatissimo!!!
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Giulia Pignataro
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6. Aprile, 2022.
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Marco T.
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10. Marzo, 2022.
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Il dottore Di Cosola mi ha tolto un dente del giudizio incluso in neanche 1 minuto e senza dolore. Consigliatissimo
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Damir Budanec
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8. Febbraio, 2022.
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Esperti nella odontoiatria.
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Fabio Di Rella
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26. Ottobre, 2021.
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Dr. Di Cosola professionista nel suo settore. Ieri sera dopo un intervento farraginoso, le sue mani : “un battito d’ali dì farfalla”. Grazie Doc. Fabio Di Rella Sicurtransport SPA
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25. Ottobre, 2021.
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